L’evoluzione di Sadistique continua. Benché ci siano ancora molte novità in arrivo, alcuni elementi del nuovo corso dell’evento sono ormai entrati a regime e possiamo finalmente cominciare a pianificare le cose con un po’ più di anticipo. Ci riferiamo ai seminari sulle tecniche BDSM, del set fotografico con concorso e delle mostre d’arte kinky, ma dal mese di febbraio anche a una serie di eventi speciali che renderanno Sadistique ancora più imperdibile.
Il programma del 5 febbraio 2017 prevede allora:
La mostra delle opere d’arte a tema fetish e femdom di Matteo Cagnola, artista storico della scena BDSM italiana e mano particolarmente delicata nel rappresentare sensuali scene di dominazione femminile
Una Master Class sui diversi stili di bondage giapponese tenuta da MaestroBD, insegnante di kinbaku e autore di diversi libri sull’argomento
La presentazione appunto dei libri di MaestroBD, dai corsi di shibari ai racconti dedicati al piacere delle corde
Il set fotografico di FudeSan, questa volta dedicato al latex. Come sempre, il miglior ritratto a tema vincerà due ingressi per l’edizione seguente
…ma il richiamo più intrigante e coinvolgente restano naturalmente i partecipanti stessi, con la loro passione per l’eros estremo e la voglia di giocare, conoscere e incontrare nuove persone, scoprire nuove cose e divertirsi in un ambiente senza pari in Italia.
Ed eccoli qui, come promesso: questi due bei tipi sono i vincitori del concorso di dicembre per il miglior ritratto a Sadistique, il cui tema era kinkydelia! Eddai: non vi pare che una coniglietta fetish con lecca lecca e scarpotte glitterose non sia decisamente zozzo-psichedelica?
Ricordate: l’8 gennaio il nuovo tema sarà Kinky Weimar – preparate gli outfit fetish da decadenza germanica!
Uno dei tanti cambiamenti introdotti con il nuovo corso di Sadistique è stato l’aggiunta di un set nel quale i partecipanti possono farsi ritrarre da fotografi professionisti. È l’unico punto del locale in cui vengono scattate foto, per garantire la privacy di tutti. Per maggiore sicurezza vi si può accedere solo firmando una liberatoria, e non è finita: ogni scatto viene approvato dai soggetti ritratti prima di lasciare il set, e spedito loro via email entro pochi giorni, dopodiché il fotografo cancella i file originali.
Ma allora cosa ci fanno qui queste immagini? Semplice: l’evento offre anche la possibilità di firmare una seconda liberatoria che autorizza la pubblicazione sul sito ufficiale e sui social network – e permette di partecipare al concorso per cui il migliore ritratto in tono col tema del set (che cambia ogni mese) vince due ingressi gratis il mese successivo. Il premio tuttavia è il meno, diciamolo. La cosa più bella è la gioia – e la soddisfazione – di mostrare un lato di sé meraviglioso e affascinante. Oltre che bellissimo e per questo meritevole di essere preservato nel tempo.
In attesa di scoprire i vincitori dell’edizione di dicembre, ecco qualche ritratto di chi ha giocato con noi…
Wow. Questo è stato il commento ripetuto più spesso al Sadistique di dicembre. Come secondo i piani, l’evento sta evolvendosi lentamente ma con costanza in ciò che avevamo immaginato quando l’abbiamo rivoluzionato. Nelle prossime settimane potrete vederlo anche nella gallery aggiornata e altrove, ma nel frattempo ecco uno sguardo alle splendide opere esposte da Guido Cantone – alcune delle quali sono ancora in vendita sul suo sito.
Guido Cantone è un artista “difficile”, di quelli che proprio non ne vogliono sapere di piegare la propria opera a standard magari comodi, ma diversi dalla purezza della propria visione. Quando si è avvicinato al mondo dell’eros alternativo, del fetish e del BDSM, per esempio, la prima cosa che ha fatto è stata rifiutare ogni imposizione estetica derivante da decenni di abitudine a un immaginario visivo che ancora deriva molto dalle vecchie riviste porno. Via un certo abbigliamento, via gli atteggiamenti stereotipati, e soprattutto via ogni pretesa di ruolo predefinito.
Di fronte al trionfo del fenomeno Sfumature di grigio, poi, la sua vena polemico-creativa si è proprio scatenata, ispirandogli una serie di scatti intitolata – nella traduzione italiana – 50 cazzo di sfumature di un cavolo. Il risultato è una rappresentazione del fetish inevitabilmente personale, che riporta i canoni della bellezza classica in un mondo che a volte non riesce a smettere d’assomigliare a un sex shop amburghese degli anni ’80.
È anche per questo che abbiamo voluto inaugurare le mostre d’arte all’interno di Sadistique proprio con lui: dopotutto, il rinnovamento è lo spirito che guida il nuovo corso di questo evento dedicato all’eros estremo – e il 4 dicembre non vediamo l’ora di conoscere anche le vostre impressioni. Vi aspettiamo!
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