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Guido Cantone è un artista “difficile”, di quelli che proprio non ne vogliono sapere di piegare la propria opera a standard magari comodi, ma diversi dalla purezza della propria visione. Quando si è avvicinato al mondo dell’eros alternativo, del fetish e del BDSM, per esempio, la prima cosa che ha fatto è stata rifiutare ogni imposizione estetica derivante da decenni di abitudine a un immaginario visivo che ancora deriva molto dalle vecchie riviste porno. Via un certo abbigliamento, via gli atteggiamenti stereotipati, e soprattutto via ogni pretesa di ruolo predefinito.

Di fronte al trionfo del fenomeno Sfumature di grigio, poi, la sua vena polemico-creativa si è proprio scatenata, ispirandogli una serie di scatti intitolata – nella traduzione italiana – 50 cazzo di sfumature di un cavolo. Il risultato è una rappresentazione del fetish inevitabilmente personale, che riporta i canoni della bellezza classica in un mondo che a volte non riesce a smettere d’assomigliare a un sex shop amburghese degli anni ’80.

È anche per questo che abbiamo voluto inaugurare le mostre d’arte all’interno di Sadistique proprio con lui: dopotutto, il rinnovamento è lo spirito che guida il nuovo corso di questo evento dedicato all’eros estremo – e il 4 dicembre non vediamo l’ora di conoscere anche le vostre impressioni. Vi aspettiamo!